Alessandra Tabarrani

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Aggiunto il 10 mag 2012

Le Critiche


Critica di Vittorio Sgarbi
Nell'opera di Alessandra Tabarrani non c'è alcuna differenza tra generi, stili, supporti o materiali pittorici: il paesaggio marino può alternarsi con la più pura astrazione geometrica, la ceramica con la tela, un canestro di frutta succedere indifferentemente a volti (di donna,) o figure femminili, alberi, fiori, vedute paesaggistiche, marine, interni borghesi. Il mondo stesso è, per Alessandra Tabarrani, la tavolozza su cui esercitare la propria carica di vitalità e di energia. "l colori per me sono vita", dirà l'artista, e in questa apparentemente semplice dichiarazione di poetica è contenuta per intero la sua filosofia di vita e di lavoro: è il colore stesso a governare le scelte dell'artista, non il pensiero che vi si sottende o che a volte vorrebbe addirittura precederlo.
Colore e disegno sono i capisaldi, gli architravi del suo operare, giacché dall'incrocio dei due si sviluppa il complesso universo, articolato ma fondamentalmente armonico, che l'artista ha battezzato come "il suo stile": stile nel quale si mescolano echi novecenteschi e un'indiscussa sapienza decorativa, un forte rigore formale e un'ampia capacità di trasformazione poetica del reale. L'intento realista, sottolineato da un segno forte e spesso preponderante sulla poesia del colore, non va però mai a scapito di una ricerca di pura gioia visiva che sembra nascondere, al suo interno, un sottinteso desiderio di spiritualità. Analogamente, i giochi prospettici, dinamico-sintetici e coloristici della sua produzione astratta, che contengono in sé echi dell'astrattismo geometrico classico, come di certo dinamismo novecentesco e futurista — non senza qualche sconfinamento nell'arte optical —, sembrano non voler mai rinunciare del tutto a riferimenti e accenni, qua e là presenti, alla figurazione, quasi che solo dall'incrocio delle due diverse attitudini — quella realista e quella simbolico-decorativa — si possa addivenire a un'unità di pensiero, di sensibilità e di approccio alle mutevoli forme del reale nelle sue più varie e diverse sfaccettature.
Prof. Vittorio Sgarbi
Critico d'arte

LE IMMAGINI SOLARI DI UNA POETESSA di Paolo Levi
Alessandra Tabarrani è pittrice che non ha bisogno di amplificare i motivi delle immagini, le bastano le definizioni del colore, portatore di emozioni. Della sua pittura apprezzo la solidità: una solidità interiore, che le consente di considerare l’arte come condizione di verità. Per lei il colore e il segno sono elevazioni dello spirito, ben sapendo come cogliere la bellezza del pigmento come atto poetico oggettivo. La sua forza sta nella capacità di raccogliere la colta eredità di un lessico simbolico che giunge da lontano, dal primo Novecento. Questo non vuol dire che nella sua ricerca ci sia rivisitazione, tutt’altro: la nostra pittrice rappresenta i sentimenti del suo mondo interiore con accenti espressivi caldi e diretti, dipingendo con intransigente lucidità formale, e suscitando luminescenze che rendono immediatamente riconoscibile la sua cifra stilistica.

Alessandra Tabarrani appartiene al mondo colto della pittura Toscana, terra d’arte e culla della cultura italiana. Fin dall’infanzia conosce bene l’impasto a olio su tela. Le sue radici e il suo amore per l’arte l’hanno portata, negli anni della maturità, nei musei, dove ha consolidato la sua esperienza, compiendo continui salti di qualità che l’hanno spinta a dedicarsi con fedeltà e perseveranza al suo lavoro di pittrice.

La sua espressività è di naturale eleganza, dispiegandosi in suggestive campiture tonali, racchiuse in una trama di linee armoniose e formalmente compiute. In questo contesto hanno qualcosa di magico e di antico le sue ricerche sulla figura femminile, sulla natura morta, sulla taglio dei piani, che si risolve spesso in chiave squisitamente astratto- geometrica. La sua capacità di assaporare le immagini, il paziente e colto indagare sul rapporto fra il visibile da captare e la sua interpretazione, hanno affinato il suo istinto naturale per il colore, consentendole di approdare in un mondo creativo autonomo e densamente inventivo, dove appare evidente la spinta emozionale da cui scaturisce la sua ispirazione.

Dotate di una notevole attenzione compositiva, le sue opere sono caratterizzate da un solido equilibrio strutturale, dove nulla è lasciato al caso, e da un impasto tonale di notevole portata espressiva. Soffermarsi di fronte a un quadro di Tabarrani è come avere un incontro magico con il mistero di una narrazione visiva, giocata spesso su trasparenze arcane paragonabili a quelle di una vetrata Liberty. Si tratta di un virtuosismo che si esprime tramite un gioco di linee sinuose, le quali racchiudono una scrittura pittorica quanto mai suggestiva, capace di esaltare le forme del reale in chiave oggettiva, dove tuttavia si addensano languori di sapore post romantico, come momenti poetici squisitamente interiori.
All'interno di un processo espressivo, che appare puntuale e minuzioso, emerge il talento di un'artista capace di mettere in risalto le sue intuizioni poetiche; a questo poi si aggiunge l'esigenza di sostenere ogni momento compositivo con un significato compiuto e annunciato attraverso il suo valore estetico. Di questa
signora della tavolozza si deve apprezzare l'energia creatrice che le consente di raccontare in silenziose magie la bellezza armoniosa delle forme femminili, o la pelle delicata di un frutto. Poiché, per Alessandra Tabarrani, la seduzione della bellezza misteriosa della vita non può rimanere chiusa nella sua coscienza
indagatrice, ma deve aprirsi al mondo tramite inedite elegie pittoriche, veri e propri specchi di una verità plausibile, interpretata nella materia di un sogno ad occhi aperti.
Prof. Paolo Levi
Critico d'arte

CHI E’ ALESSANDRA TABARRANI di Alfredo Pasolino
NATURALISMO COME AURORA DI UNA NUOVA EPOCA
Alessandra Tabarrani, Pittrice, erede della tradizione figurativa del Piemonte, vive e lavora a Pianezza, a pochi chilometri dal capoluogo piemontese. Spirito libero, incline a un dolce romanticismo, lontana dagli stili avanguardista e moderno, ci mostra la strada per ritrovare la sensibilità perduta per la Natura e il bel paesaggio.
Echi risonatori di quella bella pittura paesaggista di Barbizon, la sua è una poetica retrospettiva, sulla storia, luoghi e momenti, dove il tempo si è fatto pietra.
Queste note biografiche riassumono uno stile di vita improntati alla liberta interiore, all’osservazione riflessiva, all’ascolto silenzioso della ragione conciliante con il cuore, la spontanea disarmante semplicità ad aprirsi al dialogo confidenziale con tutte quei moti intimistici della donna-artista.
Alessandra vive di presagi e di umori, la sua grande sensibilità e amore per l’avventura del suo nuovo mondo, quale rivelazione di un grande intrinseco continente in fermento, tra forti effusive sensazioni e suggestioni. Pregnanti e improntate alla rivelazione interiore del suo universo creativo.
Un cielo abitato dalla bellezza formale dei sentimenti, in accordo simbiotico con la sfera emotiva degli affetti familiari. Un transfert di forte impatto, complici la tela, i pennelli e la tavolozza. Senza interrogazioni filosofiche su quanto è oggetto e simbolsmo da rappresentare: fiori, fiori recisi disposti su scansioni del piano, e arredo salottieri, finestre domestiche impreziosite e lavori di pittura su ceramica, piatti, piatti modulati, con smalti in decorazioni floreali, porcellane, paesaggi tratti da memorie visive resi vitali dal suo vibrante bisogno di pregnanza d’amore, volti bellissimi di giovani donne, con cappellini di paglia all’inglese.
Tutta la sua produzione vuole trasmettere qualcosa che va oltre, frammenti di classicità, cui luoghi e incontri si illuminano di nuova teatralità del presente; ossia di spazi della rappresentazione e del narrato, riflessi sulla nostra cultura moderna della psicologia d’impressione, mai scaduti a rivisitazione dei grandi maestri dell’animazione. Con l’occhio immobile nello sguardo stupefatto, che si fonde con la sfera emotiva di un vecchio borgo. Scorci di vecchi agglomerati rurali in pietra, con sentieri e stradine in battuto di terra, impreziositi da vecchi corrimani legnosi, di una poesia trasfigurata con l’occhio della nostalgica riscoperta del ricordo e dell’amore, cui l’occhio si perde nei vicoli e panorami rustici.
Alessandra si distingue e segue un proprio istintivo bisogno di inedito, già nella tecnica esecutiva manifestante una sottile valenza del bello e semplice, spontanea estrinsecazione del sentimento evocativo, amalgamando valori dell’etica e dell’estetica, già nella purezza timbrica, passionale del colore, nel suo modo di comporre in una versione narrativa, elegante e raffinata, nel modo di comporre. Raggiungendo, all’attuale, nelle geometrie, iil livello più alto della pittura che si astrae dalla riproduzione, quello illusionistico.

Ma rientriamo nell’alveo del suo percorso biografico. Qualcuno ha scritto in versi sulla pittura: “Ma c’è l’idea / Grande / scoprila / anzi, abitatela!”. Alessandra, durante il nostro incontro, mi è sembrata molto riflessiva, meditativa sulle sue dichiarazioni : Pensare pittura,
immergervi il suo cuore, attraversare il filtro delle proprie sensazioni visive, spettacolarizzando nelle risultanze una splendida sensazione visiva, raggiungendo livellli di classificazione sulle tipologie, sullo stile, come quella ottenuta come luce, penetrante i piani rappresentati simbolicamente dalle sensazioni di colore. Così ne risultano effetti di profondità, volume, di superficie, e prospettive del fondale: la sensazione autentica.
Trasferitasi a Torino giovanissima, sii è avvicinata al mondo della pittura da soli dieci anni.
Ma secondo la critica ufficiale che si è occupata di lei, nelle opere in esposizione partecipanti ai Concorsi, ha dichiarato nella recensiva, che in ‘ lei, con visibili potenzialità di sviluppo e maturità stilistica, c’era e c’è, un vero granello di artista, nell’ispirazione creativa, già da molto tempo ‘. In altre parole, conviveva in lei un gene dell’ereditarietà artistica, uno speciale genoma creativo della pittura e nel disegno.
La Tabarrani ha lavorato per trent’anni con il marito, e ad un certo punto della sua vita - come afferma - ha deciso che era giunto il momento di dedicarsi ad altro. In effetti sentiva da tempo. L’impulso pressante di seguire le vie dell’arte, frequentando un corso di pittura. E’ stato allora che ha preso per le mani, pennelli, tavolozza con i colori e cavalletto, ben intenzionata a confrontarsi con la pittura estemporanea, forte e rassicurata della frequenza di un corso, iniziando a dipingere con i colori, un modo proprio di realizzarsi artisticamnte. Pennelli e colori, tutto era nuovo per lei, intrigante risorsa della seduzione; sempre più convinta d’aver sentito subito - sono le sue parole - una forte carica emotiva unita ad una grande passione.
I colori per Alessandra le furono compagni interpreti di una grande espressione di Vita … , vita della vita stessa. Le suggerivano nella loro seduzione, tutte le sfumature tonali, i colori squillanti che l’hanno fatta sognare. Ma il sogno per lei è un intrigante fascinatore, intriga e strega al tempo stesso!, con le sue molte verità come un fiume in piena. In risalita dal suo subconscio onirico, cui per l’artista è remunerativo sostare …, specchio dei desideri inespressi in ascesa dalle profonde valli dell’onirico, attestata sulle spiagge dell’anima.
La scoperta di indirizzare il filtro della percezione intuitiva, qualità spiccate dell’anima femminile, unitamente allo scandaglio dei potenziali ottici dell’energia del colore, la fanno sognare, libera da ogni impedimento gravitazionale, ad occhi aperti!
Secondo il suo dettato biografico, intuisce e afferra il linguaggio del colore, attraverso quella forza di affinità che attrae fatalmente forti sentimenti di emozione nella stesura, come nella mimesi cangiante, dinanzi alla tela; vi entra immergendosi metaforicamente, anima e spirito come all’aprirsi illusorio, di una finestra col suo davanzale floreale, un dettato pittorico d’anima, testimone e protagonista di un accadimento prezioso; una casa fatata abitata dai sensi incantati, magicamente definibile ‘il cielo in una stanza’, per trasigurazioni ambientali rivolte alla Natura. Per la fantasia dell’eclettica pittrice, un incantamento in volo sulle ali dell’Ippogrifo,
per il senno della sua certezza, della parte più autentica che muove la sua pittura: una grande necessità liberatoria interiore.
Fin dagli esordi, la Tabarrani si è ispirata alla pittura d’impressione, privilegiando quella dii Manet, e nel corso degli anni, nell’imitazione intuitiva dei grandi Maestri della tavolozza, come diceva il grande Dalì : ha ritrovato se stessa, in quella sua introspettiva sfera creativa, incominciando all’imitazione dei grandi geni della pittura. Questa esperienza rivelatrice, le ha consentito, attraverso l’utilizzo scansionale del colore, di esprimere tutto il grande amore per la Vita, simile alla partitura musicale di una strabiliante sinfonia.
Nei suoi quadri, ci sono i colori della vita, il modo di interpretarli, val e a dire, di utilizzare il loro linguaggio dialogante con il mondo che ci circonda. E quando sceglie di rappresentarlo si lascia guidare dal suo umore, ovvero dalla stato d’animo, nei sentimenti di quel momento; le variabili del suo discorso narrativo, aventi in comune il filo d’oro circolare dell’amore per la vita-una, che muove i cieli ela natura, la vera autentica ricchezza essenziale del suo esser-ci, dimorando sulle spiagge della’anima. (1)
( 1 ) Alfredo Pasolino, critico intern.le e storico dell’arte è direttore artistico ed editoriale della I.P.C.A. di Roma (Istituto Europeo Politiche Culturali ed Ambientali)


“Alessandra Tabarrani, momenti in successione” di Ludovico Gierut
“L'universo segnico e cromatico di Alessandra Tabarrani, pittrice innamorata – con altri – della bellezza paesaggistica delle terre toscane, nonché di angoli fioriti del giardino di casa e non solo, è uniformemente teso a documentare e a ritrasmettere le proprie sensazioni ed emozioni.

I suoi accenti romantici continuamente espressi con diligente onestà (non cerca voli pindarici, ma continua a camminare sul proprio sentiero in costante rinnovo), l'hanno portata all'attenzione di un pubblico eterogeneo che sa riconoscersi nelle tematiche che ha saputo e sa linearmente mettere in essere su tela e su tavola, soprattutto con l'uso dell'olio.

La sua è una grammatica d'agile lettura che tuttavia – è giusto darne perlomeno un cenno – in un tempo abbastanza recente s'è spinta in una dimensione diversificata, meno figurale e di sintesi astrazionale in cui convivono in piena armonia sia le campiture cromatiche già note, sia un che di misterioso, in evoluzione, che porta la mente verso 'limiti altri', ritmati da una dimensione dove prevalgono geometrismi simbolici, fraseggi avvolgenti d'un procedere creativo assai interessante.

L'atto critico di riflessione di Alessandra Tabarrani consente in tal modo di assistere alla continuità di un viaggio in crescita che oggi mira ancora a conoscere per sapere, sondando il proprio “Io” e interrogandosi sul domani.

Le forme/colore della sua realtà convivono in due stati che tuttavia le appartengono in pieno, avendo un'enormità di punti in comune.

Ciò che ancora colpisce è l'integrazione raggiunta nella vita stessa, proprio tramite questi due suoi felici momenti di successione stilistica che si compenetrano formando un'energia unica”.
Marina di Pietrasanta, 23 aprile 2014. Lodovico Gierut - scrittore e critico d'arte

ALESSANDRA TABARRANI di Claudia Baldi
Non è possibile rimanere indifferenti di fronte alle opere di Alessandra Tabarrani; esse entrano prorompenti nell'occhio attraverso un cromatismo pieno, caldo, materico, risolto ora nelle forme rassicuranti di fiori, corpi femminili, paesaggi bagnati da una luce dorata, ora in composizioni astratte, di sapore kandinskyano. Un istinto naturale per il colore guida l'autrice attraverso un percorso che dal figurativo-descrittivo del primo periodo arriva a soluzioni geometriche nuove, secondo una logica che sembra dettata più dall'inconscio che da un intento programmatico. Il dato realistico diviene pretesto per una narrazione personale, espressione di un mondo interiore che lentamente si rivela, pennellata dopo pennellata, raggiungendo nelle opere recenti una sintesi formale che coniuga linee e colori.
Nella poetica positiva e vitale dell'autrice il gesto è guidato dal cuore, da un'energia interiore che diviene proiezione del pensiero, materializzazione del sentimento.
Claudia Baldi

LA PITTURA DI ALESSANDRA TABARRANI
Commento di Franca Maria Feraris: “Poesia in pittura”
La COLLETTIVA D’ARTE intitolata “PARLA L’AMORE” (a cura di Angela Maioli Parodi Presidente dell’Associazione Artepozzo – Montaldeo (Al), della Dott.ssa Stefania Bison, del Critico d’arte Paolo Levi), presente in Savona, presso le storiche sale di Villa Cambiaso, dal 30 novembre al 22 dicembre 2013, ha visto esposte, con successo di pubblico e di critica, le opere di molti autori di fama tra cui le tele e le ceramiche create da Alessandra Tabarrani con la sua variegata tavolozza.
Dotata di una particolare sensibilità nel cogliere la bellezza della natura nonchè di notevoli capacità tecniche nel rappresentarla figurativamente, questa Pittrice sa far emergere dalla tela e dalla ceramica, oltre l’armonia formale e cromatica delle immagini il cui impatto visivo è forte e diretto, anche la gamma delle emozioni che la visione della natura suscita. Ma ciò che soprattutto colpisce nella sua pittura è la presenza di una forte carica poetica, poiché nel procedere alla creazione delle proprie opere, ella non smette di farsi guidare dal filo conduttore della poesia. Da sempre tra pittura e poesia esiste uno stretto legame, che nei dipinti della Tabarrani si rivela e rinnova in ogni quadro attraverso l’atmosfera poetica in cui sono avvolti. I soggetti di questa Artista attengono alla sfera classica: sono fiori, scorci di paesaggi, figure femminili. Si può quindi dire, in definitiva, che Alessandra Tabarrani abbia scelto la natura come suo atelier, dove i fiori, raffigurati nell’attimo della loro suprema bellezza, vengono fissati nel tempo; dove gli scorci dei paesaggi, dipinti con forza evocativa, fanno ritrovare nella loro visione gli amati luoghi dell’anima; dove le figure femminili, riprese con eleganza e delicatezza di tratti somatici, esprimono tutto il fascino seduttivo della grazia muliebre. C’è l’ampio respiro dell’Ottocento romantico nella pittura della Tabarrani, con un richiamo all’impressionismo di Monet per l’intensità cromatica che rivela una natura incontaminata e lussureggiante, ma non manca, in alcune opere, un rinvio al segno astratto elaborato in modo del tutto personale con morbide volute geometriche e un nitido tocco cromatico. In ogni suo quadro, comunque sia, sempre si avverte quell’innata predisposizione all’estetica, che connota le immagini rendendole fascinose, e che, assieme a una sottile sensibilità cresciuta a contatto con la pittura toscana, le consente di trasferire nelle forme e nei colori il fluire dei propri sentimenti. Questo connubio suscita in chi guarda la stessa reazione emotiva che si prova nel leggere testi poetici nei quali si avverte non solo un’affinità elettiva, ma anche vi si scoprono nuove emozioni. Al riguardo, si può dire che Tabarrani riassuma nella sua pittura quel processo di interiorizzazione del paes

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